Gradimento della rete: la parola ai bibliotecari

Con l’obiettivo di valutare l’operato del Centro Servizi SBP, la struttura che coordina il Sistema Bibliotecario Provinciale, Palazzo Celio ha svolto una piccola indagine tra i bibliotecari in servizio presso gli Enti aderenti alla rete polesana.
Per una settimana è stato proposto un questionario di una quindicina di domande che ha raccolto 54 risposte per le 58 biblioteche aderenti.
Dai risultati emerge un alto tasso di gradimento sull’attività del Centro provinciale; l’85% dei rispondenti valuta molto positivamente i servizi erogati a favore delle biblioteche, i rapporti interpersonali e i tempi di risposta, apprezzando in particolare la competenza e la disponibilità dei referenti.
Il dialogo all’interno della rete avviene prevalentemente via telefono e posta elettronica ed è gradita anche la reperibilità dei referenti per le emergenze, come nel caso di malfunzionamenti degli applicativi negli orari di chiusura degli uffici provinciali o in occasione della realizzazione di eventi promossi da SBP.
A livello generale i bibliotecari valutano come strategica la struttura di coordinamento tecnico-scientifico di Palazzo Celio, arrivando a definirla indispensabile nel 65,7% dei casi.
Dopo un periodo nel quale le Province sono state messe in discussione, ridotte nelle materie di competenza diretta e a tutt’oggi in pesante difficoltà finanziaria, gli operatori in servizio nei Comuni si dichiarano al 75,9% del tutto a favorevoli a mantenere in capo a Palazzo Celio le funzioni di coordinamento della rete biobliotecaria, per l’esperienza maturata negli anni, il ruolo super partes garantito dall’Ente e la mancanza di strutture pubbliche alternative, all’altezza del compito.
La scelta di avvalersi della collaborazione dell’Accademia dei Concordi di Rovigo per gli aspetti più strettamente scientifici è valutata positivamente per il 53,7%, negativamente dal 27,8%, con un 18,5% che si mantiene su una posizione neutrale. Le ragioni di queste opinioni contrastanti si riflettono nei commenti, che si dividono tra il riconoscimento dell’importanza scientifica e competenza dell’Istituto rodigino e la sua scarsa propensione all’apertura e al dialogo con l’esterno.
A livello generale emergono la richiesta di una più puntuale definizione e chiarezza dei compiti dei soggetti coinvolti nella rete e, contestualmente, la necessità di una maggiore condivisione del territorio nelle scelte e nelle decisioni in campo scientifico e biblioteconomico, verso un modello di rete “democratica” che sappia armonizzare le funzioni di coordinamento con i bisogni e le istanze locali.
Il giudizio sui singoli servizi offerti, che vanno dalla formazione e aggiornamento degli operatori alla catalogazione centralizzata, fino alla gestione del circolazione dei documenti sul territorio, si conferma molto buono, con percentuali di gradimento che vanno dal 71,4% della formazione catalografica all’85% per l’assistenza tecnica e biblioteconomica.
Tra i servizi aggiuntivi proposti per sviluppare la rete le preferenze sono assegnate alla formazione specialistica (57,4%) e di base (37%) per gli operatori, ma graditi sarebbero anche il coordinamento degli acquisti librari (40%) che consentirebbe significativi risparmi in termini di tempo e risorse, e l’introduzione di servizi connessi all’editoria elettronica (e-book e abbonamenti periodi on line).
Infine il 46,3% dei rispondenti chiede di organizzare incontri periodici di confronto tra gli operatori, indicati come strumento ideale di confronto e discussione per sviluppare la rete ed i servizi ai cittadini.

Il dossier dell’indagine è scaricabile qui >>